MOSTRA VISIONARIA #2 con le opere di Mauro di Silvestre, Luca Padroni, Julia Rebecca Poulain e Alessandro Saturno.

Sabato 4 novembre 2023, ore 18 KAIROS acs Contemporary Art , Via Giulia 8, Roma. La mostra Visionaria #2 sarà visibile fino al 7 gennaio 2024, dal lunedì al sabato dalle 14 alle 19.

Dopo la mostra VISIONARIA #1, inaugurata lo scorso maggio con le opere di noti  artisti emersi negli anni ’80 come Stefano di Stasio, Andrea Fogli, Paola Gandolfi e Felice Levini, con VISIONARIA #2 l’attenzione si sposta su artisti di uno o due decenni più giovani, ma il cui lavoro è impregnato come quello di coloro che li hanno preceduti da una dimensione visionaria capace di trasfigurare le dimensioni spaziali e temporali della realtà. Come per primo fece nel ‘900 un artista come de Chirico, e poi altri (per restare in Italia), come Sironi, Melotti, Licini, o il Futurismo…

Dove sei?

Questa sembra essere la domanda che è all’origine delle opere in mostra VISIONARIA #2.

La domanda-appello è tratta dal titolo di una serie di piccoli quadri in cui Luca Padroni ha raffigurato le affascinanti stanze e oggetti della casa di una donna evocandone il silenzio causato dalla separazione dal marito, con il nero del fondo su cui si stagliano minuziosamente gli arredi che ricorda, in negativo, luttuosamente, il fondo oro delle icone. Su questa linea del ricordo e dell’evocazione si muove tutta la mostra.  A partire dai quadri di  Julie Rebecca Poulain che con la serie Les pothographie si ispira a foto di vecchi album familiari facendo affiorare lievemente le immagini  dalla  trama leggera e mobile di una pittura quasi monocroma, non lontana dal sommesso cromatismo di Vuillard e Bonnard. Poi c’è Mauro di Silvestre, anche lui da anni intento a scandagliare le memorie e quello che ci circonda con occhio visionario, sovrapponendo livelli e situazioni, esaltando i colori, come nella grande opera in mostra  in cui l’evanescente figura di una bambina emerge dentro un seggiolino-altalena  che è netto segno grafico su un tessuto fondo psichedelico.

I volti e i paesaggi di Alessandro Saturno non hanno referenze fotografiche ma sono visualizzazioni di immagini interiori, spettri della memoria, trasfigurazioni animiche del visibile. Disarmare lo sguardo, ci ricorda Saturno con il titolo di uno dei volti, è il primo passo per vedere oltre. Il primo passo di una sottile pittura visionaria, come quella presentata con questa mostra.

In fondo alla sala chiude il percorso il gigantesco disegno di una Tigre fatto da Luca Padroni. Lì come evocazione dell’omonima immaginifica poesia blakiana, ma anche come  immagine  della forza dell’inconscio e della veggenza, della  visionarietà.

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