Momkong: lo stivale è un tripudio di colori e sapori unici al mondo

Momkong pseudonimo di Mohammed Ighoubriouen, è un cantante di origine algerina, nato a Tizi-Ouzou il 3 settembre 1996, sotto il segno zodiacale della Vergine. Alto un metro e settantacinque centimetri, pesa circa settanta chili, ha occhi e capelli castani. Ama scrivere storie di vita comune in cui ognuno si può rispecchiare e riconoscere nella quotidianità. L’artista Mom ama creare canzoni che attirano l’attenzione degli ascoltatori affinché quel testo possa ricordare la loro storia. Su instagram vanta, ad oggi, ben 60 mila follower.

ILARIA – Ciao Momkong, benvenuto su “06Play”…come stai?
MOMKONG – Sono a mille. Grazie di cuore per l’invito. Sono contento, perché sto scrivendo un sacco di cose esplosive.

ILARIA – Siamo due trottole viaggiatrici, io e te. Sei d’accordo? Un giorno qui, un giorno lì… sempre in cerca di emozioni e verità.
MOMKONG – Sì. Assolutamente d’accordo. Viaggiare tanto aiuta a migliorarsi. Le città italiane, ad esempio, sono tutte speciali. Viaggiare comporta sempre una dimensione creativa, che affina le nostre percezioni. Forse l’esperienza più formativa è stata quella a Londra, lì sono entrato in contatto con tantissime culture diverse, aprendomi la mente. Sono rientrata da poco da Parigi, sono stato da mia sorella che abita lì.

ILARIA – Ti piacerebbe prendere parte dal vivo ad appuntamenti di gran rilievo che si svolgono in questa splendida città?
MOMKONG – Sì. Ovvio.

ILARIA – Una curiosità: Cosa ti porta a scrivere una nuova canzone?
MOMKONG – Naturalmente il bisogno di parlare con me stesso. Riempio interi quaderni di appunti ed intuizioni. Ogni mia canzone nasce prima in un quaderno nero che io chiamo “quaderno operativo”, che diventa una specie di diario di bordo in cui metto dentro di tutto: pezzi di giornale, fogli, pensieri, annotazioni riguardanti una cosa che ho visto, (ad esempio). Poi faccio un po’ di ordine e cerco di trasformare il tutto in una storia vera e propria che porti il ritmo giusto.

ILARIA – Quanti anni ti senti?
MOMKONG – Fisicamente l’età che ho, mentre mentalmente mi sento più giovane. L’ambizione aiuta a superare la vecchiaia, (Ride).

ILARIA – Hai seguito la finale di Amici? Sei contento che abbia vinto Luigi?
MOMKONG – In finale vi erano solo grandi talenti, meritavano tutti. Logicamente dovendone premiare solo uno hanno scelto colui che pensano possa avere più seguito in ogni ambito…

ILARIA – E dell’Eurovision che mi dici?
MOMKONG – Non entro in sterili chiacchiericci, lo sai. La politica non fa per me. Io sono per la Musica. L’Ucraina ha vinto l’Eurovision Song Contest 2022 con la Kalush Orchestra con il brano Stefania. Un canzone dedicata alla mamma, ma anche alla nazione in guerra. Il brano “Stefania” è stato scritto in omaggio alla madre di Psiuk, e contiene frasi molto commoventi come “Il campo sta fiorendo, ma i suoi capelli stanno diventando grigi / Madre, cantami la ninna nanna, voglio sentire la tua cara parola”. Una frase che in questo particolare momento ha assunto un nuovo significato.

ILARIA – In Italia l’inquietudine dei giovani è stata trattata dal film “Che ne sarà di noi” di Veronesi… quale il tuo parere a riguardo?
MOMKONG – Tanti ventenni di oggi hanno paura di diventare adulti e vivono in un limbo da eterni studenti-adolescenti, incapaci di assumersi responsabilità e rimandando a tempo indeterminato decisioni cruciali – matrimonio, figli, lavoro – che un tempo venivano prese proprio alla loro età. A lanciare l’allarme è un lungo articolo di copertina sul New York Magazine che, oltre a essere stato il più letto sul sito web del prestigioso quotidiano, ha creato un dibattito rovente nella blogosfera. E’ inutile far finta di non accorgersi di questo trend generazionale, perché ormai è ovunque, al cinema, a teatro, sul web ed in tv. Basti pensare alle due sitcom – My Dad Says e Big Lake, dove i figli ormai cresciuti tornano a vivere coi genitori perché non riescono a mantenersi da soli.

ILARIA – Fare rap è come parlare su una base ?
MOMKONG – Fare rap è una cosa intima. Tutte le volte che scrivo un pezzo e lo riascolto, mi rendo conto di aver raccontato agli altri una parte della mia vita.

ILARIA – Due parole che ti definiscono?
MOMKONG – Umile ed puntiglioso. Senza queste due cose non avrei mai fatto nulla. La prima mi ha insegnato a rimanere sempre con i piedi per terra, la seconda a non arrendermi mai.

ILARIA – Hai tanta voglia di fare e dimostrare a gli altri il tuo valore?
MOMKONG – Sì… è il mio carattere, voglio dimostrare, (a me stesso in primis), di essere in grado di muovermi nel campo della musica. Si tratta di una sfida per migliorarsi e fare cose sempre più mature.

ILARIA – Cerchi di distinguerti in qualche modo con il look ricercato?
MOMKONG – Non starai mai bene con te stesso se non trovi una tua identità nella vita ed in questa società attuale. Essere un’identità identica ad un’altra non ha senso e non porterà mai niente, a parer mio. Sono affascinato da mondi antichi come quello degli antichi egizi, degli arabi e degli orientali… trovo molta ispirazione, grazia a loro, per fare le mie canzoni in modo originale e mai banale. A volte rischio di essere etichettato dalla società come “strano”, ma alla fine quello che conta è stare bene con se stessi.

ILARIA – Concordo con il tuo pensiero di imparare ad essere sempre se stessi. Come ti senti in questa società estraneo o ne fai parte?
MOMKONG – Ne faccio parte, ma sono un alieno e quindi devo adattarmi. Ho pensieri diversi da tanti coetanei. Da come la vedo io… al mondo non dovrebbero contare solo i soldi che fanno dividere le persone. I rapporti umani non sono all’altezza della situazione e l’amore non si dimostra facendo solo regali.

ILARIA – Sei sconfortato dall’idea di futuro che si prospetta per i ragazzi della tua età?
MOMKONG – Non sono sconfortato dall’idea di futuro che si prospetta, non si può mai sapere cosa succede. Posso dire di aver fiducia nei miei coetanei, porteremo avanti dei grandi cambiamenti.
Chi tende a farci credere che non vi sarà un futuro non va ascoltato. nessuno e createlo da solo. Il futuro è fatto di tante scelte che momento per momento si fanno.

ILARIA – Sei giovanissimo ma hai già una notevole capacità di scrittura e tante esperienze da raccontare. Hai una vita particolarmente intensa?
MOMKONG – Grazie mille, lo apprezzo molto. Diciamo che non sono mai stato un ragazzo a cui piace seguire le regole. Non me la sento di dire che ho una vita di questo tipo, perché c’è sicuramente chi vive delle esperienze maggiori rispetto a me e inoltre i parametri in questi argomenti sono sempre molto soggettivi. Ma posso dire che la mia sensibilità agli stati d’animo è molto intensa, assorbo davvero le vibrazioni da tutto ciò che mi circonda.

ILARIA – Secondo te c’è un modo per estraniarsi e non venire influenzati troppo dagli altri? Sia nella vita personale che nella musica, dove troppe volte vediamo dischi che sono la copia della copia della copia…?
MOMKONG – Quello che hai appena detto è giustissimo. Noi siamo in un’era dove conta molto l’apparenza, io penso che dobbiamo tornare a dare ragione alla Musica e non a tutte queste cazzate che ci mettono in testa inerenti i social ed il numero dei like. Sono contento che vi sia una tecnologia che aiuta a spingere la nostra “roba”, da Spotify fino allo stesso TikTok per carità, ma se dobbiamo muoverci soltanto attraverso delle cose meccaniche, si perde, a mio avviso, la bellezza di fare buona musica; per questo io sono fiero di me: mi son divertito nel fare la musica che mi piace, senza pensare esclusivamente a quanti like totalizzare in poche ore.

ILARIA – Il tuo stile è un interessante mix di rap, elettronica ed alternative. Come ti consideri all’interno della scena rap?
MOMKONG – Personalmente e caratterialmente non mi sento parte di qualcosa, preferisco piuttosto ritagliarmi uno spazio mio all’interno della scena artistico-musicale. Ogni mia canzone ha un proprio significato, ma voglio lasciare libera interpretazione all’ascoltatore… Ho visto che ognuno ci vede qualcosa di proprio, ed è molto interessante scoprire questi vari punti di vista.

ILARIA – Che cosa pensi del mondo della trap e del suo pubblico?
MOMKONG – È una scena in continuo movimento, senza punti di riferimento fissi o dogmi da seguire, questa è una cosa bellissima. Purtroppo essendoci così tanti prodotti in Italia, non sempre sono di qualità. Ormai il pubblico interagisce molto di più con l’artista e questa è un’arma a doppio taglio, poiché non sempre il pubblico riesce a filtrare ciò che è vero da ciò che fa solo parte dello show.

ILARIA – Come si svilupperanno, secondo te, i generi rap e trap in Italia tra alcuni anni? Quali artisti, a tuo parere, sono destinati a lasciare il segno?
MOMKONG – Credo che si distingueranno in tantissimi micro-generi. Difficile sapere chi lascerà il segno, perché ci sono artisti e prodotti nuovi ogni giorno.

ILARIA – Parli spesso durante le interviste del rischio di perdere l’identità di fronte al successo, cosa pensi di questo aspetto?
MOMKONG – Penso sia facile perdere la propria identità di fronte al successo, ho notato che molti artisti si sono “trasformati” diventando persone completamente diverse, ciò nonostante non tutti sono così suggestionabili e continuano a dimostrarsi per ciò che realmente sono.

ILARIA – Raccontaci qualcosa sulla scrittura dei tuoi brani, ti lasci influenzare da esperienze vissute in prima persona?
MOMKONG – Per quasi tutti i miei brani prendo sempre spunto da qualcosa che ho vissuto personalmente, penso che dare un po’ di veridicità al brano ti aiuta poi a interpretarlo meglio.

ILARIA – Hai avuto un passato “burrascoso”, la musica ti ha aiutato a rialzarti in questo percorso?
MOMKONG – Quando non hai nulla è facile seguire la via più semplice, ma grazie alla musica ho capito ciò che sono e ciò che voglio fare nella vita e della mia vita.

ILARIA – Quali sono i tuoi principali riferimenti musicali?
MOMKONG – Nel corso della vita ho ascoltato di tutto per farmi un minimo di cultura. Non si smette mai di imparare. Sei d’accordo?

ILARIA – Ti ritieni soddisfatto dei tuoi progetti realizzati fino ad oggi? Cosa dobbiamo aspettarci in futuro?
MOMKONG – Si. Questo è solamente l’inizio perché continuerò a fare musica finché la mia voce me lo permetterà. A breve usciranno nuovi progetti quindi rimanete connessi!

ILARIA – Dalle canzoni che scrivi sembri una persona innamorata. E’ cosi’?
MOMKONG – Ho sempre amato le canzoni d’amore. Io, ad esempio, mi rendo conto quando una canzone è sentita o è fatta con il solo scopo di vendere. Sono innamorato della vita, dei sorrisi della persona che amo e dei miei fans. Queste due cose mi portano a dare il meglio di me. La mia famiglia mi ha aiutato tanto in questo. Mi hanno insegnato i valori della vita.

ILARIA – Cosa provi quando sei su un palco?
MOMKONG – Un tempo salire sul palco era come un esame… avevo le gambe che mi tremavano, e sfogavo tutta la rabbia che avevo. Oggi sono cresciuto, ho trasformato quella rabbia in amore, e quando mi esibisco, mi interessa solamente donare delle emozioni, catturare l’attenzione di chi sta sotto. Scendere da quel palco sapendo di aver dato il cuore.

ILARIA – Sei una trottola. Hai paura di stare fermo?
MOMKONG – L’orologio scorre, la vita è una, e voglio continuare a macinare più che posso. Il tempo è prezioso, non torna indietro mai.

ILARIA – Cosa vuoi dire ad un giovane che vuole avvicinarsi alla musica?
MOMKONG – Di credere in se stesso, perche’ gli altri lo faranno solo quando fara’ comodo a loro.

ILARIA – Vuoi dire qualcosa ai tuoi ascoltatori e a chi ci segue?
MOMKONG – A chi mi segue voglio dire grazie mille per il supporto! A chi non mi conosce consiglio di ascoltare qualcosa di mio. Ascoltate, seguitemi e ditemi che ne pensate! Mi trovate su FB, su Instagram, ovunque!
Per qualsiasi curiosità sulla mia musica sono a disposizione.

2022 © RIPRODUZIONE RISERVATA

Questa intervista è stata rilasciata telefonicamente dall’Artista Momkong alla giornalista pubblicista Ilaria Solazzo per “06Play”.

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